giovedì 2 maggio 2013

SALA DI VENERE Galleria Palatina - Palazzo Pitti

Oltre al movimentato affresco sulla volta di Pietro da Cortona dedicato all'operato di Venere e Cupido,qui si conserva una famosa Venere italica di Antonio Canova. Sono quattro i capolavori esposti di Tiziano: Concerto opera giovanile,Il Ritratto di Giulio II copiato da Raffaello (opera alla National Gallery di Londra) ma diverso nei risultati soprattutto legati al magistrale uso del colore tipico di Tiziano, La Bella dipinto per il duca di Urbino (1536) e il Ritratto di Pietro Aretino (1545) dove si manifesta appieno la ricchezza cromatica e la complessità stilistica delle opere della maturità del maestro,per esempio il contrasto tra i rossi della barva e il blu della veste che esalta la figura e da una sfumatura inquietante al personaggio,girato schivamente di profilo.
Vi sono opere che ricordano lo stile di Rubens di Pietro da Cortona che le sue opere di equivalente stile fiammingo come Tiziano,infatti qui sono collocate due suoi grandiosi e solenni paesaggi,il Ritorno dei contadini dai campi e Ulisse nell’isola dei Faeci. Infine sono degne di nota due marine (Marina del Faro e Marina del Porto) dipinte tra il 1640 e il 1649 dal celebre paesaggista napoletano Salvator Rosa.

SALA DI APOLLO Galleria Palatina - Palazzo Pitti

Domina la sala una grande pala con la Sacra Conversazione di Rosso Fiorentino (1522),il più importante artista fiorentino del primo manierismo assieme a Jacopo Pontormo,la cui tela fu ampliata in epoca barocca per essere adattata alla cornice. Qui si trovano anche due opere di Andrea del Sarto,la Pietà di Luco (1523 – 1524),maestosa ed equilibrata e la Sacra Famiglia Medici,uno dei suoi ultimi lavori,mentre altre due opere di Tiziano sono esposte vicino:l’Uomo  dagli occhi glauchi (1540 circa) e la famosa Maddalena,anteriore al 1548 e molto copiata dagli artisti che ebbero modo di ammirarla.
Si trovano qui anche altre opere importanti della scuola veneziana come il Ritratto di Vincenzo Zeno di Tintoretto,la Ninfa e il satiro di Dosso Dossi ( in realtà il titolo tradizionale è incorretto perché si tratta di una scena ispirata dall’Orlando Furioso).
L’Ospitalità di san Giuliano (1612 – 1618 circa) esemplifica lo stile monumentale del fiorentino Alessandro Allori,mentre la Risurrezione di Tabita del giovane Guercino e la Cleopatra,opera matura di Guido Reni,mostrano la grandiosità della scuola bolognese del Seicento.
L’arte fiamminga è rappresentata dal celebre Doppio ritratto di Carlo I d’Inghilterra e di Enrichetta di Tranciai ispirato a Van Dyck,dal Ritratto dell’infanta Isabella Clara Eugenia di Spagna in abito di clarissa di Rubens (1625) e dal Ritratto della Granduchessa Vittoria della Rovere di Giusto Suttermans (1640 circa).
Ritratto di Vincenzo Zeno opera di Tintoretto

SALA DI MARTE Galleria Palatina - Palazzo Pitti

In questa sala sono collocati due capolavori di Rubens LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA (1638), una allegoria grandiosa in sintonia con il tema degli affreschi di Pietro da Cortona sul soffitto e i QUATTRO FILOSOFI,di grande intensità. Entrambe le tele sono ricche di citazioni letterarie e filosofiche e vi compaiono spesso figure della mitologia greca.
Arricchiscono la sala anche una serie di ritratti fra i quali i più importanti sono di Van Dyck,Tiziano,Tintoretto e Paolo Veronese.

Le conseguenze della guerra di Rubens




martedì 9 aprile 2013

SALA DI GIOVE - Galleria Palatina Palazzo Pitti

Una delle più belle sale del palazzo,in origine era destinata al trono del granduca.
Autentici capolavori decorano le pareti come la Velata di Raffaello (1516) ideale femminile di bellezza,forse ritratto della celebre Fornarina sua amante, e le Tre età dell’uomo (1500 circa) uno dei rarissimi quadri di Giorgine maestro indiscusso della scuola Veneta del Rinascimento.
Nella sala sono concentrate anche le tele di scuola Toscana del primo Cinquecento come il Compianto sul Cristo morto di Fra Bartolomeo (1511-12 circa), un’Annunciazione coeva,opera del secondo periodo artistico di Andrea del Sarto (quello più legato all’arte di Michelangelo) e il San Giovanni Battista (Andrea di Sarto) dello stesso autore con chiari influssi della statuaria classica Agnolo Bronzino è qui rappresentato dal Ritratto di Guidobaldo della Rovere (1530 – 32) mentre la tavola delle Tre Parche risale al 1537 circa,in passato venne attribuita a Michelangelo ma oggi si crede più probabile  che sia l’opera di un seguace, Francesco Salviati.
La Velata di Raffaello

SALA DI SATURNO - Galleria Palatina Palazzo Pitti

In questa sala vi sono un numero consistente di opere di Raffaello che permette di ripercorrere diversi periodi e stili della sua attività: dalla Madonna del Granduca (1506 circa) ancora legata alle vicende artistiche di Pietro Perugino e di Leonardo, ai Ritratti di Agnolo e di Maddalena Doni (1506 – 1507) di grande forza psicologica,all’incompiuta Madonna del Baldacchino fino alle opere dell’età matura stilistica come il Ritratto di Tommaso Inghirami (1510 circa) e la famosissima Madonna della Seggiola (1513 – 1514) di grande tenerezza e sublime nella stesura della pittura,monumentale e nello stesso tempo dolce scena famigliare. Completa l’eccezionale serie la Visione di Ezechiele,un’opera più tarda del 1518 dalla spiccatissima composizione monumentale,secondo lo stile romano del pittore che tanto influenzerà gli artisti successivi legati alle scuole del classicismo e del barocco.
Altre opere importanti nella sala sono il Compianto sul Cristo morto (1495) di Pietro Perugino ,maestro di Raffaello, il Salvator Mundi di Fra Bartolomeo (1516) e due dipinti di Andrea del Sarto: la Disputa sulla Trinità del 1517 circa e l’Annunziata.
La Madonna della Seggiola di Raffaello

Compianto del Cristo Morto del Perugino

Madonna del Granduca di Raffaello

SALA DELL’ILLIADE - Galleria Palatina Palazzo Pitti

Decorata con gusto neoclassico,rivelando la datazione degli ornamenti di fine del Settecento di Luigi Sabatelli e aiuti. Anche qui vi troviamo opere di Raffaello,La Gravida (1506 circa) dai colori brillanti esaltati dallo sfondo nero tipico della pittura fiamminga coeva. Sono inoltre esposte due opere di Andrea del Sarto,L’Assunta Passerini (1526) e l’Assunta Pancciatichi (1522 – 1523),opere del tardo e più solennemente monumentali  della pittura fiorentina.,il Ritratto di Valdemaro Cristiano,Principe di Danimarca di Giusto Suttermans e il Battesimo di Cristo di Paolo Veronese (1575 circa).
La Gravida di Raffaello

SALA DELLA TAZZA - Galleria Palatina Palazzo Pitti

Questa sala  è stato l’ingresso della Galleria dal 1849,quando i visitatori accedevano dalla porta accanto al cancello del Giardino di Boboli,adiacente al Rondò di Bacco. Deve il suo nome alla monumentale vasca (“tazz”) in porfido,del II secolo,arrivata a Firenze da Villa Medici. Due colonne dello stesso materiale che ornano le pareti di fondo,furono invece acquistate da Francesco I de’ Medici e sistemate in origine a decorare una fontana nel parco della Villa di Pratolino,in epoca imperiale.

ATRIO DELLO SCALONE DEL MORO - Galleria Palatina Palazzo Pitti

In questa zona si trova l’accesso a uno scalone monumentale iniziato da Pasquale Poccianti nel 1831 e interrotto nel 1835,senza essere mai ripreso. Solo nel 1892 lo scalone fu riprogettato da Luigi del Moro e completato nel 1897. La sala ospita la vasca di una fontana proveniente dalla villa di Castello,importante capolavoro scultoreo attribuito ad Antonio Rossellino e Benedetto da Maiano con interventi e rifacimenti successivi.

Recentemente  è stato restaurato e riaperto al pubblico

lunedì 25 marzo 2013

SALA DELLA STUFA Galleria Palatina PALAZZO PITTI

Collocata accanto alla camera da letto conteneva le condutture del sistema di riscaldamento e che fungeva da stanza per la toeletta e per l’abbigliamento del Granduca, Straordinari sono qui gli affreschi di Pietro da Cortona con le Quattro età dell’uomo (1637) opera fondamentale del barocco in città che diede nuovo impulso alla scuola pittorica fiorentina.
La foto ripresa via web è di proprietà dei Beni Culturali

SALA DELL’EDUCAZONE DI GIOVE Galleria Palatina PALAZZO PITTI

Questa stanza era la camera da letto del Granduca e la sua funzione è in qualche modo richiamata dall’Amore dormiente di Caravaggio dove il soggetto classico di Cupido addormentato è realizzato con un inconsueto realismo,dato dal forte contrasto fra luci ed ombre.
Amore dormiente di Caravaggio