lunedì 26 maggio 2014

2° tappa Austria 2010: Salisburgo

Buongiorno a tutti e buon inizio settimana,
scrivo questo primo articolo nel mese di maggio come promesso lo scorso mese. Ho deciso di scrivervi almeno 3 articoli per mese in modo da rendervi aggiornato il blog. Se mi seguite su facebook troverete foto aggiornate di nuove tappe e mostre in Italia aggiornate.
La seconda tappa austriaca è Salisburgo,fatta nell’estate 2010 e con gran ritardo vi descrivo ora.
Salisburgo in tedesco Salzburg è una città austriaca di 145871 abitanti nel centro – settentrionale,capitale dell’omonimo Stato federato a circa 300 km ad ovest da Vienna.
La città è conosciuta nel mondo per la sua architettura barocca di stile italiano,per il suo rapporto con la musica per aver dato i natali a  W.A. Mozart ed è ancora oggi sede di grandi manifestazioni musicali. La città assieme alle Alpi è Patrimonio dell’umanità (UNESCO).
La città è situata sulle rive del fiume Salzach ai confini con le Alpi e con il comune tedesco di Freilassing.
Il centro cittadino è chiamato città vecchia,è dominato dalle torri e dalle cupole barocche delle chiese e dai fastosi palazzi,progettati da architetti italiani su commissioni di alcuni principi – vescovi nel XVII secolo.
Salisburgo è circondata, anche se sarebbe meglio dire che è stata costruita nell'avvallamento, da due piccole montagne, il Kapuzinerberg e il Mönchsberg. Su quest'ultima è stata costruita un'imponente fortezza (Hohensalzburg) in pietra bianca, cinta da grossi bastioni. Questa fortezza, in cui si rifugiavano i vescovi in tempi di pericolo, per lungo tempo è risultata inespugnabile. Oggi vi si può accedere a piedi o mediante una funicolare.
STORIA DELLA CITTA’
LE ORIGINI,L’IMPERO ROMANO E IL MEDIOEVO
Tracce di insediamenti nell'area dell'attuale Salisburgo sono state documentate fino dal Neolitico; si pensa divenne in seguito un accampamento celtico. A partire dal 15 a.C. le piccole comunità confluiscono nel centro abitato, passato nel frattempo ai Romani, sulle rive del fiume Salzach, chiamato Juvavum, che nel 45 d.C. ottiene diritti di municipalità. Juvavum divenne un'importante città romana della provincia del Noricum.
Intorno al 400 ci sono testimonianze della fondazione di un monastero. Proprio la presenza della cristianità fece sì che qualche secolo più tardi, attorno al 699, il vescovo Rupert von Salzburg ricevesse in dono il centro dal Duca di Baviera. Il nome "Salzburg" (Salisburgo) per riconoscere la città viene nominato per la prima volta nel 755 e deriva dall'economia portante della città, l'estrazione di sale dalle miniere di salgemma delle vicine montagne, collegate alla città dal fiume Salzach. Salzburg in tedesco significa letteralmente Castello del sale e lo stesso fiume che attraversa la città ha un significato affine a Via del sale. Nel 739 Salisburgo diviene diocesi per opera di San Bonifacio, con competenze anche della Baviera. Il 20 aprile 798 Papa Leone III con il vescovo Arno la nomina Arcidiocesi dietro richiesta del re dei Franchi Carlo Magno. Come provincia della Chiesa comprendeva quasi tutto il territorio della Baviera e gran parte dell'odierna Austria.
Nel 1077 inizia la costruzione, da parte dell'arcivescovo Gebhard von Helfenstein, del fortilizio che diverrà nel corso dei secoli la fortezza di Hohensalzburg (Alta Salisburgo). Nel 1166 l'imperatore Federico Barbarossa mette al bando l'arcivescovado, in quanto l'arcivescovo Corrado II è subentrato al comando della Signoria di Salisburgo. Un anno più tardi la città viene distrutta quasi completamente da un incendio provocato dai fautori della causa imperiale. Negli anni1200-1246 l'arcivescovo Everardo II, esponente di spicco del partito dell'imperatore, riesce a costruire un'area sotto l'esclusivo controllo arcivescovile, quasi fosse un principato religioso. Tuttavia dal 1278 il suo arcivescovo ha la dignità di principe dell'impero (Fürstentum und Erzstift Salzburg) e di Legato pontificio per la Germania con la progressiva nascita di un potere temporale su molti territori della diocesi. Un secolo più tardi (1348) la Peste nera uccise quasi un terzo della popolazione cittadina. Verso la fine del XIV secolo la città ed il principato si rendono definitivamente indipendenti dalla Baviera.
LA STORIA MODERNA
Nel 1481 l'imperatore Federico III garantì alla città di Salisburgo il diritto di libera scelta del consiglio cittadino e del borgomastro. Nel 1511 l'arcivescovo Leonhard von Keutschach dirime con la violenza la controversia che lo contrapponeva alla città: imprigiona borgomastro e consiglio cittadino e priva la città dei suoi privilegi. Nel 1525 scoppiò la cosiddetta "Guerra dei Contadini di Salisburgo". I rivoltosi occuparono la cittadella della Residenza e assediarono per 3 mesi l'arcivescovo, trincerato nella fortezza di Hohensalzburg.
Nei decenni successivi al 1600 la città venne profondamente trasformata secondo il barocco dagli arcivescovi Von Raitenau, Markus Sittikus Conte di Hohenems e Paris Conte di Lodron. Quest'ultimo riuscì inoltre a mantenere la città fuori dalla Guerra dei Trent'anni, grazie alla sua politica di neutralità. I suoi arcivescovi reprimono energicamente i vari tentativi di riforma protestante e molte famiglie di tale fede sono allontanate dallo stato. Nel 1731 l'arcivescovo Leopold Anton Firmian emanò la cosiddetta "Patente di Emigrazione", per i cui effetti oltre 20.000 protestanti di Salisburgo dovettero abbandonare la loro patria su una popolazione di circa 200.000 abitanti. Wolfgang Amadeus Mozart nacque a Salisburgo nel 1756. Negli anni dal 1769 al 1781 rimase al servizio degli arcivescovi della città. Nel 1739 molti di questi emigrati fondarono insieme a numerosi svizzeri la città di Augusta in Georgia (Stati Uniti d'America). Dal 1772 al 1803, durante la reggenza dell'arcivescovo Conte Colloredo, Salisburgo fu il centro di un tardo Illuminismo. Il sistema scolastico venne riformato secondo l'esempio austriaco, e numerosi artisti e scienziati vennero convocati in città.
L'arcivescovo era con l'arciduca d'Austria condirettori del circolo imperiale dell'Austria e aveva il diritto di nominare il vescovo della diocesi di Chiemsee che ne era quindi vassallo. Il potere temporale dei vescovi venne abolito con l'ultima seduta (1803) del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica, e dunque anche quello degli arcivescovi salisburghesi. Il Principato secolarizzato di Salisburgo venne così concesso nello stesso anno al Granduca Ferdinando III di Toscana, e nel 1805 passò all'Austria assieme a Berchtesgaden. Nel1810 tornò alla Baviera, e nel 1816, a seguito del Congresso di Vienna, senza Berchtesgaden e il Flachgau occidentale rientrò nei territori austriaci come parte dell'Alta Austria. Nel 1850 Salisburgo, che fino ad allora dipendeva da Linz, divenne territorio indipendente della corona d'Austria.
IL XX SECOLO
Nel 1921 vinsero i NO al referendum sull'annessione alla Germania. Nonostante il risultato negativo nel giorno 13 marzo 1938 Salisburgo vede l'ingresso delle truppe tedesche, in seguito alla scelta di Adolf Hitler di annettere l'Austria al territorio tedesco. È l'Anschluss, e l'inizio degli anni più cupi della città barocca. Il 10 aprile 1938 è uno dei giorni più bui della storia moderna salisburghese: referendum sull'annessione forzata alla Germania, rogo dei libri sulla piazza della Residenza; arresto dei cittadini ebrei e degli oppositori politici; distruzione della sinagoga. Nel 1942 si ha l'istituzione di alcuni Lager per i prigionieri di guerra sovietici e di altre nazionalità, sia in città che a St. Johann (Markt Pongau) e un anno più tardi il dirigente nazista Scheel fa costruire un rifugio antiaereo nella montagna cittadina.
Nel corso della seconda guerra mondiale, 15 bombardamenti di aerei americani vengono effettuati su Salisburgo. Il 46% degli obiettivi sono distrutti o danneggiati, con 7600 abitazioni, 14.563 sfollati e oltre 550 morti. Viene colpita soprattutto l'area della stazione, ma anche il centro, con la cupola del Duomo e l'abitazione di Mozart. Attacchi aerei anche su Grödig, Hallein, Bischofshofen, Schwarzach. 4 maggio 1945: ingresso delle truppe americane dopo la resa incruenta della città a opera del Maggiore Lepperdinger. Gli americani insediano il sindaco Richard Hildmann, Adolf Schemel come Presidente del Land (regione). Fondazione dei partiti politici SPÖ, ÖVP e KPÖ; un'ondata di fuggiaschi (tedeschi, ebrei, soldati in fuga) si rifugia a Salisburgo, e viene ospitata in baracche, nei campi di prigionia e alloggi d'emergenza. Internamento dei nazisti nel "Lager Glasenbach".
11 agosto 1945: prima edizione del Festival di Salisburgo del dopoguerra. Il 26 settembre conferenza dei Länder austriaci, Salisburgo è il primo Land a volere la ricostituzione della Repubblica Austriaca e per il riconoscimento del governo di Renner a Vienna. Salisburgo e l'Alta Austria costituiscono la zona d'occupazione americana in Austria, la sede del comando è nella città. Nelle prime settimane molti edifici vengono abbattuti dalle truppe d'occupazione, che esercitano il controllo totale, ma presto si passa a una cooperazione con i governanti locali. Esclusi episodi sporadici, la convivenza fra la popolazione e le truppe americane non presenta attriti di sorta. Importanti aiuti finanziari (piano Marshall), ma anche le spese personali degli occupanti portano ad una rapida ripresa economica, e danno a Salisburgo il nomignolo "Occidente Dorato", usato soprattutto nell'Austria orientale.

LUOGHI D’INTERESSE E DI CULTURA DELLA CITTA’
Lo splendore culturale e artistico di Salisburgo si deve in buona parte agli interessi dei vescovi principi che ressero le sorti cittadine tra il XVI e il XVII secolo.
Nella Città Vecchia, è particolarmente interessante osservare come essa presenti il suo carattere gotico contemporaneamente allo splendente barocco di chiara ispirazione italiana. La cattedrale cittadina (Salzburger Dom) è l'esempio più fulgido: di origini romaniche. 
Tra le altre architetture si ricordano inoltre:
·                    Convento dei Benedettini di Sankt Peter
·                    Cimitero di Petersfriedhof
·                    Chiesa dei Francescaniù
·                    la Fortezza di Hohensalzburg
·                    la Getreidegasse (Vicolo delle Granaglie) con la casa natale di Mozart.
Salisburgo e il suo centro cittadino sono stati inseriti dall'UNESCO il 5 dicembre 1996 nella lista dei patrimoni dell'umanità.
Non da meno sono i magnifici giardini del Castello di Mirabell proprio accanto alla città Vecchia.
 
busto di Mozart

giardini Castello Mirabell

facciata Cattedrale





fontana nei giardini del Castello di Mirabell



Castello Mirabell



veduta dall'alto di Salisburgo

veduta della Fortezza dai giardini di Mirabell


Spero che questo viaggio virtuale in una delle più belle città austriache vi sia gradito.
Vi aspetto presto!






martedì 29 aprile 2014

Alpenzoo - parco zoologico alpino

Buongiorno mie cari amici,
questo è il terzo articolo come promesso la scorsa settimana per il mese di aprile. Spero di poter fare altrettanto per il mese di maggio. Questo articolo è dedicato alla prima tappa in Austria nell’anno 2010,una meta alternativa e divertente,adatto per bambini,giovani,anziani che amano la natura.
Certo è un parco zoologico ma a tema,è l’Alpenzoo (http://www.alpenzoo.at/it/). Qui si possono ammirare d’estate e d’inverno animali autoctoni come le marmotte,rettili anfibi,lupi,ecc.























Questo più che un articolo è un insieme di foto scattate durante la nostra visita.
In questo caso non trovate didascalie,in questo modo voglio indurvi a visitarlo.
Vi aspetto numerosi alla prossima tappa.

A presto

mercoledì 16 aprile 2014

1° tappa Austria 2010: Innsbruck

Buongiorno e buon mercoledì della Santa settimana,
questa è la prima tappa austriaca che ho fatto nel breve soggiorno del 2010,anche questo articolo come quello riferito alla città di Bolzano lo divido in 2 parti.
In questo caso ho visitato oltre la città ed i suoi monumenti,il parco zoologico: Alpenzoo e proprio questo abbiamo realizzato numerose foto.
Per quel breve vacanza di soli 4 giorni siamo riusciti a visitare velocemente le città austriache famose e meno famose.
Innsbruck  è il capoluogo del Tirolo settentrionale e dello Stato federato austriaco del Tirolo, nonché capitale della regione storica nota col nome di Principesca Contea del Tirolo.
Situata a 574 m s.l.m. e con 122 458 abitanti,è la quinta città più grande dell'Austria (dopo Vienna, Graz, Linz e Salisburgo). È attraversata dal fiume Inn; il suo nome deriva da Inn e bruck e significa Ponte sull'Inn.
Con Bolzano è sede congiunta della Convenzione delle Alpi.
STORIA DELLA CITTA’
La città di Innsbruck si è originata sul luogo di quello che fu l'antico castrum romano di Veldidena. Prende il suo nome da Inn e bruck, cioè ponte sul fiume Inn e rimase una località di confine per tutta l'epoca dell'Impero Romano. Nel 1232 fu elevata al rango di città e nel 1248 passò tra i domini dei conti del Tirolo, per poi essere ceduta assieme al territorio tirolese cis- e transalpino a Rodolfo IV d'Asburgo nel 1363. Fu capitale del Tirolo nel 1420, sostituendosi a Merano (che lo era stato fin lì). Divenuta residenza ufficiale dell'Imperatore Massimiliano I, la città conobbe un periodo di grande splendore e di incremento economico tra il XVI ed il XVII secolo. Nel 1669 fu aperta l'università di Innsbruck.
Con la Pace di Presburgo (1805) passò alla Baviera per poi tornare legittimamente all'Austria con il Congresso di Vienna nel 1815.
Durante il periodo irredentista, anche a Innsbruck vi furono degli scontri, come ad esempio il pogrom anti italiano scatenato da studenti pangermanisti del 1904, per protesta contro l'apertura di una facoltà in lingua italiana presso la locale università, che fu distrutta e successivamente chiusa e che vide coinvolti gli allora studenti Cesare Battisti e Alcide De Gasperi.
Nella storia contemporanea venne occupata temporaneamente dalle truppe italiane nel 1918. Alcuni gruppi organizzati di nazisti in abiti borghesi assassinarono quattro delle personalità maggiormente conosciute nella locale comunità ebraica: Richard Berger, Josef Adler, Richard Graubart e Wilhelm Bauer. Più di venti famiglie furono il bersaglio di pestaggi e saccheggi. Solamente nel dopoguerra e solo alcuni vennero condannati (con pene miti), mentre i mandanti non furono mai perseguitati, tra cui lo stesso Gauleiter.
LUOGHI D’INTERESSE DELLA CITTA’
Edifici civili:
·                    il Goldenes Dachl, il Tettuccio d'oro, il simbolo della città; il balcone del palazzo residenziale di Massimiliano I contraddistinto da un tetto realizzato con tegole a scaglie di rame dorato e parapetti riccamente affrescati da Kolderer e N. Turing il Vecchio.
·                    Hofburg (Castello imperiale)
·                    Altes Landhaus, l'antico Palazzo della Dieta Regionale, del XVIII secolo
·                    Castello di Ambras, splendido complesso rinascimentale, uno dei maggiori esempi di questo stile in Austria.
·                    Altes Rathaus, L'antico Municipio, complesso risalente al 1358, con la Torre Civica del XV-XVI secolo.
·                    Palazzo Fugger, barocco.
Edifici religiosi:
·                    Ursulinenkirche (chiesa delle orsoline)
·                    Dom zu St. Jakob, il Duomo di San Giacomo, uno dei migliori esempi dell'Architettura barocca austriaca.
·                    Hofkirche, la Chiesa di Corte, eretta fra il 1533 e il 1563 su progetto di Andrea Crivelli.
·                    Jesuitenkirche, la grande Chiesa dei Gesuiti, edificio barocco eretto nel 1627-40.
·                    Mariahilfkirche
·                    Johanneskirche
·                    Spitalskirche
·                    Stift Wilten, la grandiosa Abbazia di Wilten.
·                    Wiltener Basilika, la scenografica Basilica di Wilten, uno dei capolavori dell'Architettura barocca in Austria.
·                    Theresienkirche
Altre architetture:
·                    Alte Innbrücke (il vecchio ponte sull'Eno)
·                    Annasäule
·                    Helblinghaus
·                    Maria-Theresien-Straße
·                    Tiroler Landestheater Innsbruck (teatro)
·                    Triumphpforte
·                    La nuova Hungerburgbahn
Leggendo altre informazioni sulla città ho scoperto che esistono ben 20 musei all’interno della città,6 parchi tra cui l’Alpenzoo ed un giardino botanico. Un’altra buona occasione per tornarci e vedere le meraviglie di questa città.
Interno duomo St. Jakob - abside

Arco di Trionfo 

Campanile nella strada di Santa Maria

Monumento dedicato a S.Anna

Il tettuccio d'oro in lontananza

vetrine addobbate in città

vie del centro

vie del centro di notte

L'organo nel duomo stile Barocco austriaco


le vie del centro

particolare palazzo decorato


Il tettuccio d'oro

Particolare vetrina di una cioccolateria della città
Sono riuscita a mantenere la promessa,questo è il secondo articolo del mese. Voglio pubblicarvi il seguito dell’articolo dedicato al parco zoologico la prossima settimana.
Buona Pasqua e Pasquetta
A presto
Testimoni d’Arte

martedì 15 aprile 2014

Museo Archeologico - Bolzano

Da qui inizia la seconda parte dell’articolo dedicato a Bolzano in particolare al Museo Archeologico dell’Alto Adige (il sito del museo è www.archaeologi.emuseum.it ).
Qui si trova la “casa” di Otzi, “l’uomo venuto dal ghiaccio”. In Italia è più noto come “mummia del Similaun”. Citato già dal precedente articolo,il museo accoglie in ogni stagione numerosi visitatori ed è uno dei primi in Italia nel suo genere.
Oltre alla mummia del Similaun, vi sono importanti raccolte dall'area regionale. L'esposizione parte dal  Paleolitico, per terminare, ordinata cronologicamente, con l'Alto Medioevo ( età carolingia ).
Modelli, ricostruzioni, immagini stereoscopiche, video e stazioni multimediali interattive permettono di dare uno sguardo al passato del versante meridionale della catena alpina.
Accanto alla mostra permanente si susseguono negli spazi museali anche mostre temporanee, convegni e conferenze. Vi sono anche numerose ricostruzioni di insediamenti romani nel bacino della Valle dell'Adige e reperti rinvenuti in quest'area, che testimoniano la vita degli abitanti altoatesini in epoca romana.
LA MUMMIA
La Mummia del Similaun, anche nota come Uomo del Similaun (nonché Uomo venuto dal ghiaccio e, informalmente, Ötzi o Oetzi)] è un reperto antropologico ritrovato il 19 settembre 1991 sulle Alpi Venoste, ai piedi del monte omonimo (ghiacciaio del Similaun, 3.213 m s.l.m.) al confine fra l'Italia (la Val Senales in Alto Adige) e l'Austria (la Ötztal nel Tirolo).
E’ un corpo di un essere umano di sesso maschile, risalente a un'epoca compresa tra il 3300 e il 3100 a.C. ( nell’età del rame), conservatosi grazie alle particolari condizioni climatiche all'interno del ghiacciaio.
Da studi effettuati,l'uomo potesse essere originario della zona di Bressanone. In seguito ad analisi sul DNA del corpo mummificato, è risultato che il ceppo genetico dell'uomo di Similaun risulta non più presente a livello mondiale.
Il corpo di Ötzi, inizialmente conteso tra l’Italia e l’Austria, è attualmente conservato al Museo Archeologico dell'Alto Adige di Bolzano. Nella valle del rinvenimento è invece situato l'Archeoparc-Museum Val Senales, un museo interattivo che illustra le numerose scoperte ottenute grazie al ritrovamento e ricostruisce l'ambiente di vita di Ötzi.
Dal 2007 è attivo all'Eurac di Bolzano l'Institute for Mummies and the Iceman (Istituto per le Mummie e l'Iceman) che promuove la ricerca internazionale specializzata esclusivamente in studi sulle mummie.Uno studio del 2011 dell'Istituto per le mummie e l'Iceman di Bolzano, per mezzo di un'analisi al microscopio effettuata dal microbiologo Frank Maixner ha stabilito che Ötzi prima di morire aveva mangiato carne di stambecco.
Una mappa genetica, ottenuta da un gruppo internazionale dell'Accademia Europea di Bolzano, ha rilevato la presenza, nel DNA, di tratti genetici comuni a quelli dei sardi e dei corsi. La mappatura ha rivelato l'appartenenza al gruppo sanguigno 0, la predisposizione a malattie cardiovascolari, l'intolleranza al lattosio, la presenza della malattia di Lyme.
In occasione del ventesimo anniversario della scoperta, a fine febbraio 2011 viene presentata al pubblico un'accurata ricostruzione dell'Uomo di Similaun.

IL RITROVAMENTO
La mummia fu ritrovata dai coniugi tedeschi Erika e Helmut Simon di Norimberga durante un'escursione, compiuta tra il 19 settembre e il 22 settembre1991 presso il confine italo-austriaco, sullo Hauslabjoch. L'attribuzione del nome Uomo del Similaun o anche Uomo del Hauslabjoch, deriva dal toponimo registrato più vicino al luogo di ritrovamento, appunto il Similaun.
Inizialmente si pensò che si potesse trattare di un alpinista scomparso in età recente, tanto che venne attivata la gendarmeria austriaca. Durante il recupero, avviato senza particolari accorgimenti conservativi, furono danneggiate parti del corpo (tessuti esterni, femore sinistro seriamente danneggiato, genitali).
Il corpo fu inizialmente portato in Austria (Innsbruck) dove fu esaminato da esperti e attribuito a un antico abitante di queste zone, soprannominato in seguito da un giornalista Ötzi - o, con altra grafia, Oetzi - vezzeggiativo derivato dal luogo del ritrovamento (Ötztal nel Tirolo del Nord). In seguito alla determinazione che il luogo di ritrovamento si trovava di pochi metri in territorio italiano, in base a un accordo con la Provincia autonoma di Bolzano e il governo austriaco, la mummia è stata trasferita in Italia.
La mummia del Similaun è conservata a Bolzano, al Museo Archeologico dell'Alto Adige, in un'apposita struttura che la mantiene le condizioni di conservazione pur permettendone l'osservazione. Il corpo viene conservato in una stanza con circa il 99,6% di umidità e -6 °C. Ogni due mesi un medico specializzato spruzza sulla mummia dell'acqua distillata, che congelandosi forma una patina protettiva e restituisce lo 0,4~0,5% di umidità mancante. La mummia è visibile solamente tramite una finestra di circa 30 × 40 cm.
Solo nell'estate del 2010 si è definitivamente concluso il processo per il ritrovamento della mummia. Infatti, dopo una azione legale durata quasi 20 anni, il presidente della provincia di Bolzano Luis Durnwalder ha consegnato ai coniugi Simon una cifra di 175 mila euro tramite il legale Georg Rudolph.
La mummia ancora contesa dai due Paesi,in realtà è un Patrimonio di tutti.
La glaciazione ci ha permesso di ritrovare un corpo conservato migliaia di anni fa,rimasto quasi integro,sia per la sua storia,per la ricerca scientifica ma lo stesso tramandare la sua storia ci porta a considerarlo un patrimonio comune.
STORIA DELLA MUMMIA
Nel 2008 venne effettuata la datazione al radiocarbonio che gli attribuisce un'età compresa tra il 3300 e il 3200 a.C., nell'Età del rame, momento di transizione tra il Neolitico e l'Età del bronzo. Assieme al corpo furono ritrovati anche resti degli indumenti e oggetti personali di grande interesse archeologico, come un arco in legno di tasso, una faretra con due frecce pronte e altre in lavorazione, un coltello di selce, un "correttore" per lavorare la selce, un'ascia in rame, una perla in marmo, esche e acciarino e uno zaino per contenere questi oggetti.
Proprio l'ascia in rame costituisce un punto di collegamento con la cultura di Remedello nel Bresciano, nelle tombe della quale sono state ritrovate asce della stessa fattura (al momento non le ho visitate,mi limito solamente a citarle).
Recenti analisi hanno evidenziato la presenza di una punta di freccia in selce all'interno della spalla sinistra (penetrata a fondo in direzione del cuore) e alcune ferite e abrasioni (tra cui un taglio in particolare sul palmo della mano destra) che portano a ipotizzare una morte violenta piuttosto che per cause naturali, come era stato ipotizzato in un primo momento. La postura innaturale del corpo parrebbe risalire a un tentativo di estrarre una freccia dalla schiena; ulteriori elementi fanno pensare a un gruppo - di cui faceva parte - scampato a un agguato, con probabilmente un compagno che avrebbe trasportato il corpo a spalla fino al luogo della morte.
Grazie alle moderne nanotecnologie, si è potuto verificare che i globuli rossi prelevati dalle ferite sulla schiena e sulla mano destra di Ötzi risalgono a 5.300 anni fa. In primis, analizzando le superfici lese si sono trovate tracce dei globuli grazie a un'attenta analisi al microscopio. In seguito, grazie alla spettroscopia Raman, si è potuto verificare che questi tessuti erano proprio globuli rossi e non pollini o batteri. Inoltre l'analisi ha discriminato anche la presenza di fibrina, una proteina specifica per la coagulazione del sangue umano, che andrebbe a sostenere la tesi che la morte di Ötzi sarebbe avvenuta per la ferita riportata dalla freccia.
Il 21 agosto 2008 è stato reso noto che Hollemeyer e altri suoi colleghi dell'Università del Saarland hanno condotto un'analisi su alcuni pezzi dei vestiti e delle scarpe della mummia utilizzando uno spettrometro di massa, che permette di determinare la composizione chimica dei campioni, che a parere dei ricercatori può dare risultati più affidabili del test del DNA nell'analisi di pelli lavorate. I ricercatori hanno pubblicato i risultati delle loro ricerche su Rapid Communications in Mass Spectrometry e hanno osservato che i peptidi delle proteine presenti nei peli antichi sono del tutto simili a quelli di varie specie di animali allevati ancora oggi, fatto che induce a pensare che Ötzi sia stato un pastore che a volte portava la mandria al pascolo durante gli spostamenti stagionali.
Secondo lo studio del DNA, Ötzi appartiene a un sottogruppo che, in base alle conoscenze attuali, non ha lasciato eredi.
L'antropologo Franco Rollo ritiene che probabilmente Ötzi possa rappresentare il capolinea di un gruppo di esseri umani vissuti in passato e che si sono estinti, tra le varie ragioni, per esiguità. L'archeologo e storico Paul Gleirscher invece ritiene che Ötzi non possa essere considerato un pastore, bensì un appartenente a una classe "nobiliare", visto il suo ricco corredo.

TATUAGGI
Ötzi è considerato il primo essere umano tatuato di cui si abbia conoscenza; sul suo corpo si trovano ben più di 50 tatuaggi; per questa ragione, è diventato molto famoso tra i tatuatori di tutto il mondo.
La tecnica utilizzata nel calcolitico appare diversa da quella moderna: non venivano usati aghi, ma erano invece praticate delle piccole incisioni della pelle, poi ricoperte con carbone vegetale per ottenere l'immagine.
I tatuaggi dell'uomo del Similaun consistono in semplici punti, linee e crocette: si trovano in corrispondenza della parte bassa della colonna vertebrale, dietro il ginocchio sinistro e sulla caviglia destra. Esami radiologici hanno individuato forme di artrite proprio in quei punti, si presume che tali immagini avessero una funzione di tipo curativo o religioso, al fine di alleviare i dolori.
Altri studiosi hanno proposto che i tatuaggi fossero i punti per la pratica dell'agopuntura.
I punti di pressione dell'agopuntura moderna (che è rimasta invariata per millenni in Cina e in Asia in generale), si discostano di poco da quelli dei tatuaggi dell'Uomo dei Ghiacci, perciò è stato ipotizzato che i tatuaggi siano punti di pressione per questa tecnica; in questa ipotesi il valore dei tatuaggi sarebbe puramente di reminiscenza e mnemonico per Ötzi e non avrebbero alcun valore "spirituale" o magico.
IL MIO GIUDIZIO: questa è una novità assoluta per questo articolo.
Io ho visitato la mostra nel mese di agosto ed a Bolzano c’è circa una temperatura di circa 35°C mentre all’interno del museo c’è una temperatura media di 17°C salvo all’interno della stanza dove riposa la mumma che non è accessibile salvo verderlo da una finestra oblò e li la temperatura media è sotto i  10°C quindi il mio consiglio se andate nei mesi estivi e volete non prendere una congestione come è capitato a me portatevi via una maglia vi sarà utile.
Il museo è basato esclusivamente sull’ambiente dove è stato ritrovato,com’era al tempo in cui viveva,cosa aveva mangiato,cosa si mangiava,come si vestiva e ci sono particolari i vestiti che indossava (pelli più che altro). Il  museo è incentrato su di lui in modo particolare e poi nelle sale attigue sui ritrovamenti fatti nella zona.
Non è il classico museo dove si vedono immagini ma è entrare in quel mondo passato come semplici osservatori.
Per me è stata una bella esperienza e ne vale la pena visitarlo,rende speciale il soggiorno a Bolzano.

Mi limito a scrivere pochi articoli in questo periodo,vi prometto che almeno 3 articoli al mese pubblicherò da oggi in avanti.
Vi aspetto numerosi e con tanta voglia di visitare posti nuovi.
A presto

Testimoni d’Arte