martedì 29 aprile 2014

Alpenzoo - parco zoologico alpino

Buongiorno mie cari amici,
questo è il terzo articolo come promesso la scorsa settimana per il mese di aprile. Spero di poter fare altrettanto per il mese di maggio. Questo articolo è dedicato alla prima tappa in Austria nell’anno 2010,una meta alternativa e divertente,adatto per bambini,giovani,anziani che amano la natura.
Certo è un parco zoologico ma a tema,è l’Alpenzoo (http://www.alpenzoo.at/it/). Qui si possono ammirare d’estate e d’inverno animali autoctoni come le marmotte,rettili anfibi,lupi,ecc.























Questo più che un articolo è un insieme di foto scattate durante la nostra visita.
In questo caso non trovate didascalie,in questo modo voglio indurvi a visitarlo.
Vi aspetto numerosi alla prossima tappa.

A presto

mercoledì 16 aprile 2014

1° tappa Austria 2010: Innsbruck

Buongiorno e buon mercoledì della Santa settimana,
questa è la prima tappa austriaca che ho fatto nel breve soggiorno del 2010,anche questo articolo come quello riferito alla città di Bolzano lo divido in 2 parti.
In questo caso ho visitato oltre la città ed i suoi monumenti,il parco zoologico: Alpenzoo e proprio questo abbiamo realizzato numerose foto.
Per quel breve vacanza di soli 4 giorni siamo riusciti a visitare velocemente le città austriache famose e meno famose.
Innsbruck  è il capoluogo del Tirolo settentrionale e dello Stato federato austriaco del Tirolo, nonché capitale della regione storica nota col nome di Principesca Contea del Tirolo.
Situata a 574 m s.l.m. e con 122 458 abitanti,è la quinta città più grande dell'Austria (dopo Vienna, Graz, Linz e Salisburgo). È attraversata dal fiume Inn; il suo nome deriva da Inn e bruck e significa Ponte sull'Inn.
Con Bolzano è sede congiunta della Convenzione delle Alpi.
STORIA DELLA CITTA’
La città di Innsbruck si è originata sul luogo di quello che fu l'antico castrum romano di Veldidena. Prende il suo nome da Inn e bruck, cioè ponte sul fiume Inn e rimase una località di confine per tutta l'epoca dell'Impero Romano. Nel 1232 fu elevata al rango di città e nel 1248 passò tra i domini dei conti del Tirolo, per poi essere ceduta assieme al territorio tirolese cis- e transalpino a Rodolfo IV d'Asburgo nel 1363. Fu capitale del Tirolo nel 1420, sostituendosi a Merano (che lo era stato fin lì). Divenuta residenza ufficiale dell'Imperatore Massimiliano I, la città conobbe un periodo di grande splendore e di incremento economico tra il XVI ed il XVII secolo. Nel 1669 fu aperta l'università di Innsbruck.
Con la Pace di Presburgo (1805) passò alla Baviera per poi tornare legittimamente all'Austria con il Congresso di Vienna nel 1815.
Durante il periodo irredentista, anche a Innsbruck vi furono degli scontri, come ad esempio il pogrom anti italiano scatenato da studenti pangermanisti del 1904, per protesta contro l'apertura di una facoltà in lingua italiana presso la locale università, che fu distrutta e successivamente chiusa e che vide coinvolti gli allora studenti Cesare Battisti e Alcide De Gasperi.
Nella storia contemporanea venne occupata temporaneamente dalle truppe italiane nel 1918. Alcuni gruppi organizzati di nazisti in abiti borghesi assassinarono quattro delle personalità maggiormente conosciute nella locale comunità ebraica: Richard Berger, Josef Adler, Richard Graubart e Wilhelm Bauer. Più di venti famiglie furono il bersaglio di pestaggi e saccheggi. Solamente nel dopoguerra e solo alcuni vennero condannati (con pene miti), mentre i mandanti non furono mai perseguitati, tra cui lo stesso Gauleiter.
LUOGHI D’INTERESSE DELLA CITTA’
Edifici civili:
·                    il Goldenes Dachl, il Tettuccio d'oro, il simbolo della città; il balcone del palazzo residenziale di Massimiliano I contraddistinto da un tetto realizzato con tegole a scaglie di rame dorato e parapetti riccamente affrescati da Kolderer e N. Turing il Vecchio.
·                    Hofburg (Castello imperiale)
·                    Altes Landhaus, l'antico Palazzo della Dieta Regionale, del XVIII secolo
·                    Castello di Ambras, splendido complesso rinascimentale, uno dei maggiori esempi di questo stile in Austria.
·                    Altes Rathaus, L'antico Municipio, complesso risalente al 1358, con la Torre Civica del XV-XVI secolo.
·                    Palazzo Fugger, barocco.
Edifici religiosi:
·                    Ursulinenkirche (chiesa delle orsoline)
·                    Dom zu St. Jakob, il Duomo di San Giacomo, uno dei migliori esempi dell'Architettura barocca austriaca.
·                    Hofkirche, la Chiesa di Corte, eretta fra il 1533 e il 1563 su progetto di Andrea Crivelli.
·                    Jesuitenkirche, la grande Chiesa dei Gesuiti, edificio barocco eretto nel 1627-40.
·                    Mariahilfkirche
·                    Johanneskirche
·                    Spitalskirche
·                    Stift Wilten, la grandiosa Abbazia di Wilten.
·                    Wiltener Basilika, la scenografica Basilica di Wilten, uno dei capolavori dell'Architettura barocca in Austria.
·                    Theresienkirche
Altre architetture:
·                    Alte Innbrücke (il vecchio ponte sull'Eno)
·                    Annasäule
·                    Helblinghaus
·                    Maria-Theresien-Straße
·                    Tiroler Landestheater Innsbruck (teatro)
·                    Triumphpforte
·                    La nuova Hungerburgbahn
Leggendo altre informazioni sulla città ho scoperto che esistono ben 20 musei all’interno della città,6 parchi tra cui l’Alpenzoo ed un giardino botanico. Un’altra buona occasione per tornarci e vedere le meraviglie di questa città.
Interno duomo St. Jakob - abside

Arco di Trionfo 

Campanile nella strada di Santa Maria

Monumento dedicato a S.Anna

Il tettuccio d'oro in lontananza

vetrine addobbate in città

vie del centro

vie del centro di notte

L'organo nel duomo stile Barocco austriaco


le vie del centro

particolare palazzo decorato


Il tettuccio d'oro

Particolare vetrina di una cioccolateria della città
Sono riuscita a mantenere la promessa,questo è il secondo articolo del mese. Voglio pubblicarvi il seguito dell’articolo dedicato al parco zoologico la prossima settimana.
Buona Pasqua e Pasquetta
A presto
Testimoni d’Arte

martedì 15 aprile 2014

Museo Archeologico - Bolzano

Da qui inizia la seconda parte dell’articolo dedicato a Bolzano in particolare al Museo Archeologico dell’Alto Adige (il sito del museo è www.archaeologi.emuseum.it ).
Qui si trova la “casa” di Otzi, “l’uomo venuto dal ghiaccio”. In Italia è più noto come “mummia del Similaun”. Citato già dal precedente articolo,il museo accoglie in ogni stagione numerosi visitatori ed è uno dei primi in Italia nel suo genere.
Oltre alla mummia del Similaun, vi sono importanti raccolte dall'area regionale. L'esposizione parte dal  Paleolitico, per terminare, ordinata cronologicamente, con l'Alto Medioevo ( età carolingia ).
Modelli, ricostruzioni, immagini stereoscopiche, video e stazioni multimediali interattive permettono di dare uno sguardo al passato del versante meridionale della catena alpina.
Accanto alla mostra permanente si susseguono negli spazi museali anche mostre temporanee, convegni e conferenze. Vi sono anche numerose ricostruzioni di insediamenti romani nel bacino della Valle dell'Adige e reperti rinvenuti in quest'area, che testimoniano la vita degli abitanti altoatesini in epoca romana.
LA MUMMIA
La Mummia del Similaun, anche nota come Uomo del Similaun (nonché Uomo venuto dal ghiaccio e, informalmente, Ötzi o Oetzi)] è un reperto antropologico ritrovato il 19 settembre 1991 sulle Alpi Venoste, ai piedi del monte omonimo (ghiacciaio del Similaun, 3.213 m s.l.m.) al confine fra l'Italia (la Val Senales in Alto Adige) e l'Austria (la Ötztal nel Tirolo).
E’ un corpo di un essere umano di sesso maschile, risalente a un'epoca compresa tra il 3300 e il 3100 a.C. ( nell’età del rame), conservatosi grazie alle particolari condizioni climatiche all'interno del ghiacciaio.
Da studi effettuati,l'uomo potesse essere originario della zona di Bressanone. In seguito ad analisi sul DNA del corpo mummificato, è risultato che il ceppo genetico dell'uomo di Similaun risulta non più presente a livello mondiale.
Il corpo di Ötzi, inizialmente conteso tra l’Italia e l’Austria, è attualmente conservato al Museo Archeologico dell'Alto Adige di Bolzano. Nella valle del rinvenimento è invece situato l'Archeoparc-Museum Val Senales, un museo interattivo che illustra le numerose scoperte ottenute grazie al ritrovamento e ricostruisce l'ambiente di vita di Ötzi.
Dal 2007 è attivo all'Eurac di Bolzano l'Institute for Mummies and the Iceman (Istituto per le Mummie e l'Iceman) che promuove la ricerca internazionale specializzata esclusivamente in studi sulle mummie.Uno studio del 2011 dell'Istituto per le mummie e l'Iceman di Bolzano, per mezzo di un'analisi al microscopio effettuata dal microbiologo Frank Maixner ha stabilito che Ötzi prima di morire aveva mangiato carne di stambecco.
Una mappa genetica, ottenuta da un gruppo internazionale dell'Accademia Europea di Bolzano, ha rilevato la presenza, nel DNA, di tratti genetici comuni a quelli dei sardi e dei corsi. La mappatura ha rivelato l'appartenenza al gruppo sanguigno 0, la predisposizione a malattie cardiovascolari, l'intolleranza al lattosio, la presenza della malattia di Lyme.
In occasione del ventesimo anniversario della scoperta, a fine febbraio 2011 viene presentata al pubblico un'accurata ricostruzione dell'Uomo di Similaun.

IL RITROVAMENTO
La mummia fu ritrovata dai coniugi tedeschi Erika e Helmut Simon di Norimberga durante un'escursione, compiuta tra il 19 settembre e il 22 settembre1991 presso il confine italo-austriaco, sullo Hauslabjoch. L'attribuzione del nome Uomo del Similaun o anche Uomo del Hauslabjoch, deriva dal toponimo registrato più vicino al luogo di ritrovamento, appunto il Similaun.
Inizialmente si pensò che si potesse trattare di un alpinista scomparso in età recente, tanto che venne attivata la gendarmeria austriaca. Durante il recupero, avviato senza particolari accorgimenti conservativi, furono danneggiate parti del corpo (tessuti esterni, femore sinistro seriamente danneggiato, genitali).
Il corpo fu inizialmente portato in Austria (Innsbruck) dove fu esaminato da esperti e attribuito a un antico abitante di queste zone, soprannominato in seguito da un giornalista Ötzi - o, con altra grafia, Oetzi - vezzeggiativo derivato dal luogo del ritrovamento (Ötztal nel Tirolo del Nord). In seguito alla determinazione che il luogo di ritrovamento si trovava di pochi metri in territorio italiano, in base a un accordo con la Provincia autonoma di Bolzano e il governo austriaco, la mummia è stata trasferita in Italia.
La mummia del Similaun è conservata a Bolzano, al Museo Archeologico dell'Alto Adige, in un'apposita struttura che la mantiene le condizioni di conservazione pur permettendone l'osservazione. Il corpo viene conservato in una stanza con circa il 99,6% di umidità e -6 °C. Ogni due mesi un medico specializzato spruzza sulla mummia dell'acqua distillata, che congelandosi forma una patina protettiva e restituisce lo 0,4~0,5% di umidità mancante. La mummia è visibile solamente tramite una finestra di circa 30 × 40 cm.
Solo nell'estate del 2010 si è definitivamente concluso il processo per il ritrovamento della mummia. Infatti, dopo una azione legale durata quasi 20 anni, il presidente della provincia di Bolzano Luis Durnwalder ha consegnato ai coniugi Simon una cifra di 175 mila euro tramite il legale Georg Rudolph.
La mummia ancora contesa dai due Paesi,in realtà è un Patrimonio di tutti.
La glaciazione ci ha permesso di ritrovare un corpo conservato migliaia di anni fa,rimasto quasi integro,sia per la sua storia,per la ricerca scientifica ma lo stesso tramandare la sua storia ci porta a considerarlo un patrimonio comune.
STORIA DELLA MUMMIA
Nel 2008 venne effettuata la datazione al radiocarbonio che gli attribuisce un'età compresa tra il 3300 e il 3200 a.C., nell'Età del rame, momento di transizione tra il Neolitico e l'Età del bronzo. Assieme al corpo furono ritrovati anche resti degli indumenti e oggetti personali di grande interesse archeologico, come un arco in legno di tasso, una faretra con due frecce pronte e altre in lavorazione, un coltello di selce, un "correttore" per lavorare la selce, un'ascia in rame, una perla in marmo, esche e acciarino e uno zaino per contenere questi oggetti.
Proprio l'ascia in rame costituisce un punto di collegamento con la cultura di Remedello nel Bresciano, nelle tombe della quale sono state ritrovate asce della stessa fattura (al momento non le ho visitate,mi limito solamente a citarle).
Recenti analisi hanno evidenziato la presenza di una punta di freccia in selce all'interno della spalla sinistra (penetrata a fondo in direzione del cuore) e alcune ferite e abrasioni (tra cui un taglio in particolare sul palmo della mano destra) che portano a ipotizzare una morte violenta piuttosto che per cause naturali, come era stato ipotizzato in un primo momento. La postura innaturale del corpo parrebbe risalire a un tentativo di estrarre una freccia dalla schiena; ulteriori elementi fanno pensare a un gruppo - di cui faceva parte - scampato a un agguato, con probabilmente un compagno che avrebbe trasportato il corpo a spalla fino al luogo della morte.
Grazie alle moderne nanotecnologie, si è potuto verificare che i globuli rossi prelevati dalle ferite sulla schiena e sulla mano destra di Ötzi risalgono a 5.300 anni fa. In primis, analizzando le superfici lese si sono trovate tracce dei globuli grazie a un'attenta analisi al microscopio. In seguito, grazie alla spettroscopia Raman, si è potuto verificare che questi tessuti erano proprio globuli rossi e non pollini o batteri. Inoltre l'analisi ha discriminato anche la presenza di fibrina, una proteina specifica per la coagulazione del sangue umano, che andrebbe a sostenere la tesi che la morte di Ötzi sarebbe avvenuta per la ferita riportata dalla freccia.
Il 21 agosto 2008 è stato reso noto che Hollemeyer e altri suoi colleghi dell'Università del Saarland hanno condotto un'analisi su alcuni pezzi dei vestiti e delle scarpe della mummia utilizzando uno spettrometro di massa, che permette di determinare la composizione chimica dei campioni, che a parere dei ricercatori può dare risultati più affidabili del test del DNA nell'analisi di pelli lavorate. I ricercatori hanno pubblicato i risultati delle loro ricerche su Rapid Communications in Mass Spectrometry e hanno osservato che i peptidi delle proteine presenti nei peli antichi sono del tutto simili a quelli di varie specie di animali allevati ancora oggi, fatto che induce a pensare che Ötzi sia stato un pastore che a volte portava la mandria al pascolo durante gli spostamenti stagionali.
Secondo lo studio del DNA, Ötzi appartiene a un sottogruppo che, in base alle conoscenze attuali, non ha lasciato eredi.
L'antropologo Franco Rollo ritiene che probabilmente Ötzi possa rappresentare il capolinea di un gruppo di esseri umani vissuti in passato e che si sono estinti, tra le varie ragioni, per esiguità. L'archeologo e storico Paul Gleirscher invece ritiene che Ötzi non possa essere considerato un pastore, bensì un appartenente a una classe "nobiliare", visto il suo ricco corredo.

TATUAGGI
Ötzi è considerato il primo essere umano tatuato di cui si abbia conoscenza; sul suo corpo si trovano ben più di 50 tatuaggi; per questa ragione, è diventato molto famoso tra i tatuatori di tutto il mondo.
La tecnica utilizzata nel calcolitico appare diversa da quella moderna: non venivano usati aghi, ma erano invece praticate delle piccole incisioni della pelle, poi ricoperte con carbone vegetale per ottenere l'immagine.
I tatuaggi dell'uomo del Similaun consistono in semplici punti, linee e crocette: si trovano in corrispondenza della parte bassa della colonna vertebrale, dietro il ginocchio sinistro e sulla caviglia destra. Esami radiologici hanno individuato forme di artrite proprio in quei punti, si presume che tali immagini avessero una funzione di tipo curativo o religioso, al fine di alleviare i dolori.
Altri studiosi hanno proposto che i tatuaggi fossero i punti per la pratica dell'agopuntura.
I punti di pressione dell'agopuntura moderna (che è rimasta invariata per millenni in Cina e in Asia in generale), si discostano di poco da quelli dei tatuaggi dell'Uomo dei Ghiacci, perciò è stato ipotizzato che i tatuaggi siano punti di pressione per questa tecnica; in questa ipotesi il valore dei tatuaggi sarebbe puramente di reminiscenza e mnemonico per Ötzi e non avrebbero alcun valore "spirituale" o magico.
IL MIO GIUDIZIO: questa è una novità assoluta per questo articolo.
Io ho visitato la mostra nel mese di agosto ed a Bolzano c’è circa una temperatura di circa 35°C mentre all’interno del museo c’è una temperatura media di 17°C salvo all’interno della stanza dove riposa la mumma che non è accessibile salvo verderlo da una finestra oblò e li la temperatura media è sotto i  10°C quindi il mio consiglio se andate nei mesi estivi e volete non prendere una congestione come è capitato a me portatevi via una maglia vi sarà utile.
Il museo è basato esclusivamente sull’ambiente dove è stato ritrovato,com’era al tempo in cui viveva,cosa aveva mangiato,cosa si mangiava,come si vestiva e ci sono particolari i vestiti che indossava (pelli più che altro). Il  museo è incentrato su di lui in modo particolare e poi nelle sale attigue sui ritrovamenti fatti nella zona.
Non è il classico museo dove si vedono immagini ma è entrare in quel mondo passato come semplici osservatori.
Per me è stata una bella esperienza e ne vale la pena visitarlo,rende speciale il soggiorno a Bolzano.

Mi limito a scrivere pochi articoli in questo periodo,vi prometto che almeno 3 articoli al mese pubblicherò da oggi in avanti.
Vi aspetto numerosi e con tanta voglia di visitare posti nuovi.
A presto

Testimoni d’Arte

giovedì 20 febbraio 2014

5° tappa Trentino Alto Adige 2010: Brunico (BZ)

Oggi inizio la stesura dell’articolo in un giorno speciale per tanti innamorati…è San Valentino.
Anche io appartengo a questa categoria ma limiterò i miei festeggiamenti non solo a questa data,sarà banale ma per me non è una data sul calendario,ogni anniversario,ogni giorno per me è speciale.
Sembrerà strano questo collegamento viaggi e amore.
Tutti i viaggi che ho fatto negli ultimi 4 anni e 10 mesi gli ho fatti con il mio fidanzato e spesso vorrei raccontarvi i miei aneddoti di ogni viaggio ma poi non lo faccio solo perché quei momenti sono nostri e quindi vi descrivo in modo freddo ogni mio viaggio.
Vorrei che i miei viaggi siano per voi un buon inizio o idea per i vostri viaggi.
Torniamo a noi,quella che vi descrivo è la quarta tappa Altoatesina del mio viaggio 2010 diviso tra 4 giorni in Austria e 7 giorni in Sudtirol.
Questa tappa è molto importante non solo perché abbiamo visitato il capoluogo di provincia della zona ma soprattutto ho potuto visitare e vedere la mummia Ozi.
Sicuramente questo articolo lo dividerò in due parti visto che suppongo sarà molto lungo.
Bolzano o Bolzen (in tedesco) è un comune italiano di 105684 abitanti,capoluogo dell’omonima provincia autonoma in Trentino Alto Adige. La popolazione della città di Bolzano, secondo il censimento del 2011, è per il 74% di lingua italiana, per il 25,5% di lingua tedesca e per lo 0,68% di lingua ladina. L'agglomerazione bolzanina, comprendente i comuni di Appiano sulla Strada del Vino, Bronzolo, Cornedo, Laives, Ora,San Genesio, Terlano e Vadena, al 31 dicembre 2009 contava 151 642 abitanti.
Bolzano è situata alla quota di 264 m nella parte orientale dell'ampia conca originata dalla congiunzione delle valli dell'Isarco, Sarentina e dell'Adige. La conca è delimitata ad ovest dalla catena della Mendola, a nord-ovest dell'Altopiano del Salto (Salten, 1.500 m), a nord-est da una cima minore del Renon(Ritten) chiamata Monte Tondo (Hörtenberg), e a sud-est dal Monte Pozza (1.619 m) sul cui versante settentrionale si trova la località Colle, il cui nome è spesso impropriamente usato per designare l'intero monte.
Una piccola balza rocciosa di quest'ultimo, chiamata Virgolo, si erge verticalmente a ridosso della città.
La città è collegata ai tre monti più vicini da funivie che superano ciascuna circa mille metri di dislivello.
Bolzano è attraversata dal torrente Talvera che confluisce in città nel fiume Isarco, il quale a sua volta si getta nell'Adige pochi chilometri a sud della città stessa.
STORIA DELLA CITTA’ DALLA PREISTORIA AI GIORNI NOSTRI:
PREISTORIA:
A est della città, si scoprì un'antica necropoli risalente al primo millennio a.C., con annesso villaggio retico. In questa zona doveva essere molto sviluppata la lavorazione dei metalli, poiché si rinvennero un centinaio di anelli di bronzo. Molto importante è stata la scoperta del 1999, nel cuore della città, con l'abbattimento di un'ala del vecchio ospedale, di materiale risalente al V-IV millennio a.C., all'età del Rame, del Bronzo, del Ferro e anche dell'età romana, che costituisce una continuità abitativa millenaria e che rappresenta il luogo antropizzato più antico di tutta la conca di Bolzano.
ETA’ ANTICA:

 

Nel 1948, con i lavori di ricostruzione del duomo bombardato, si rinvenne il perimetro di una basilica paleocristiana risalente al IV-V secolo d.C., grande e rettangolare, con un banco presbiteriale, nel quale sedevano i vescovi. Inoltre si scoprì la lastra di Secundus Regontius, la quale fa supporre l'esistenza di un sepolcreto.Altre evidenze archeologiche emersero:
·                    gli scavi effettuati nel convento dei Cappuccini, in cui si rinvennero muri di epoca romana forse riferibili ad un edificio della statio
·                    lo scavo del 1984 in piazza Walther (Waltherplatz) per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo, in cui si scoprirono monete e frammenti di tegoloni romani e del primo Medioevo;
·                    nella chiesa dei Domenicani, in cui si scoprirono monete e frammenti di tegolone romano e del primo Medioevo;
·                    nell'attuale sede dell'Università, dove furono scoperti resti di un focolare e di una casa.
Nel quartiere di Gries emersero negli anni ottanta furono numerosi i ritrovamenti archeologiche molto importanti: infatti nel vicolo della Fossa (Winklergasse) fu scoperta una villa degli inizi del I secolo d.C. con annesso un altro edificio abitativo, più modesto. La villa, originariamente, era decorata da mosaici, rivestita di marmo e aveva pitture parietali, cosa dedotta dalla presenza di numerosi ritrovamenti di tessere musive. Inoltre furono scoperte tre lucernette bollate, anelli, macine, attrezzi da lavoro, utensili e, molto importante, una gemma in corniola raffigurante Ercole con alcune lettere incise. Poco lontano, in vicolo del Bersaglio, negli anni sessanta si rinvenne una statuetta acefala di Diana, in marmo bianco di Lasa/Laas, risalente al II secolo d.C. Sotto l'attuale chiesa parrocchiale di Gries, si scoprirono i muri di un edificio pagano, di cui però non si sa la funzione. Al Castello di Treuenstein, ovvero la Torre Druso/Gscheibterturm, si rinvennero capitelli e monete di epoca romana, anche se il castello è solo del primo XIII secolo. A Oltrisarco si rinvenne un muro medievale usato come argine, mentre ad Asiago si rinvenne un peso da telaio risalente al 350d.C. A Castel Firmiano/Schloss Sigmundskron oltre a muri, monete e resti di anfore dell'epoca romana si rinvenne una piccola statua di Mercurio di bronzo.
ETA’ MEDIEVALE:
Nel tardo XII secolo,nel territorio compreso tra l'Isarco e il Talvera, sorse il nucleo urbano di Bolzano a carattere spiccatamente mercantile, fondato dal vescovo tridentino. Questo era costituito da una via lunga all'incirca 350 metri, in direzione est-ovest per ripararsi dai venti prevalentemente meridionali, la via Portici (Laubengasse, anticamente:Gewölbe), affiancata da case alte e con al piano terra il portico, in cui veniva esposta la merce riparata dal caldo, dal freddo e dalle precipitazioni.Tra le case, alte e strette, passavano dei vicoli taglia fuoco, ancor oggi percorribili, per scongiurare incendi, anche se verso il Trecento ne avvenne uno che dimezzò la popolazione. Al centro sorgeva il castello vescovile, dove risiedevano i funzionari del vescovo di Trento, corrispondente all'attuale Casa della Pesa (Waaghaus). L'attuale piazza del Grano (Kornplatz), chiamata così fin dal 1277, era il cortile del palazzo, sede anche della chiesa di S. Andrea, distrutta alla fine del Settecento e ricordata da un'iscrizione. Oggi nella piazza sono conservati resti di tubature medievali in pietra e un pezzo del muro che delimitava la piazza e la via. Ancora oggi nel vicolo della Pesa (Waaggasse) si scorgono i cardini dell'antico portone d'accesso per il cortile. La città era difesa da 5 torri, da 3 porte (Niedertor – "Porta inferiore", Obertor – "Porta superiore", e la Südtor) e da una cinta muraria, il tutto abbattuto nel 1277 con la conquista della città da parte del conte di Tirolo Mainardo II. La chiesa parrocchiale (l'attuale duomo), in stile romanico, fu costruito nel 1078-1082 e aveva solo due navate. Nel 1180, i mercanti bolzanini, diventati molto ricchi, decisero di costruire una nuova chiesa, molto più grande, per cui abbatterono la struttura romanica ad eccezione della facciata; questa peraltro fu leggermente ingrandita. Bolzano all'epoca era sotto la diocesi di Trento, e solo nel 1963 fu creata la Diocesi di Bolzano-Bressanone; prima di allora Bressanone/Brixen era sede di una diocesi autonoma, con giurisdizione anche su territori dal 1918 rimasti a far parte dell'Austria. Sul Virgolo/Virgl esisteva un castello di proprietà del vescovo di Trento, chiamato Castel Weinegg(Schloss Weineck), menzionato per la prima volta nel 1170-1175 e distrutto da Mainardo II nel 1277. Sotto il promontorio del Virgolo esisteva una chiesa di proprietà dell'ordine Teutonico, con annesso ospedale, costruita nel 1202, che, distrutta da una piena, fu ricostruita nel palazzo Weggenstein del centro storico poco dopo il 1400.
Nel 1268, Bolzano era divenuta "città" (Stadt). Nel XIV secolo Bolzano contava circa tremila abitanti. Da sempre era stata frequentata ed abitata da mercanti di diversa origine, vi si svolgevano numerose fiere annuali e la posizione favorevole ai traffici attraeva anche famiglie di banchieri.
Nel 1363 con un atto rogato proprio a Bolzano, venne ceduta i diritti sulla contea del Tirolo agli Asburgo, che vi vantavano diritti ereditari,e da tale momento la città e l'intera regione del Tirolo storico avrebbero seguito sostanzialmente le vicende di tale casata fino alla caduta dell'Impero austro-ungarico.
DAL XV SECOLO AL 1918
Nel 1525 la città e l'intero Tirolo, furono contagiati dalla rivolta contadina, capeggiata da Michael Gaismair. A Bolzano si ebbero saccheggi seguiti da una forte repressione da parte del potere asburgico.Anche le varie forme di protestantesimo che si erano diffuse nella popolazione cittadina e regionale, vennero represse con forza, tant'è che gli Hutteriti emigrarono.
Un'importante spinta per l'economia locale fu il privilegio del 1635, emanato dall'arciduchessa del Tirolo, Claudia de' Medici, vedova di Leopoldo V d'Austria, grazie al quale fu istituito un Magistrato mercantile (Merkantilmagistrat) che regolava i contenziosi dei commercianti provenienti da mezza Europa e che annualmente si riunivano a Bolzano in occasione dei mercati. Il Magistrato mercantile espletava le sue funzioni sia in lingua tedesca che in lingua italiana, divenendo così una vera istanza interculturale dell'età premoderna. 
In seguito alla rivoluzione francese ed alla Pace di Presburgo che seguì alla sconfitta dell'Austria, la città venne annessa dapprima, dal 1805 al 1809, alla Baviera e successivamente al Regno d'Italia tra il 1809 ed il 1813.Nel 1809 i bolzanini parteciparono alla lotta armata, condotta da Andreas Hofer, contro le truppe francesi che avevano occupato il territorio.
Durante l'occupazione napoleonica Bolzano fu a capo di un distretto del dipartimento dell'Alto Adige (Haut-Adige od Ober-Etsch), il cui capoluogo era Trento. In questo periodo Bolzano venne privata dei suoi privilegi mercantili e, pur rimanendo un centro economico e commerciale, non ebbe più fiere fino al 1948, quando venne costituito l'Ente Fiera. Dopo la caduta di Napoleone tornò all'Impero austriaco (dal 1866 austro-ungarico), alla quale rimase fino al 1918.
Dopo il ritorno all'Austria la città ritornò a crescere dal punto di vista edilizio, ma anche economico. Nel 1910-1911 il territorio cittadino si espanse costituendo la cosiddetta "Groß-Bozen", dato che il comune di Dodiciville (Zwölfmalgreien) decise di costituire un unico comune con Bolzano.
DAL 1918 AL 1945
Nel 1919, dopo la prima guerra mondiale, Bolzano, insieme al resto dell'attuale provincia autonoma di Bolzano, venne annessa all'Italia. La primissima fase liberale degli anni 1919-21 finì già il 24 aprile 1921 con i fatti del cosiddetto Bozner Blutsonntag ("Domenica di sangue"), quando squadristi fascisti, provenienti da varie regioni italiane, terrorizzarono la popolazione cittadina e uccisero il maestro Franz Innerhofer nel palazzo Stillendorf. Con l'avvento del fascismo poi, nel 1922-1923, il territorio di Bolzano venne massicciamente italianizzato, tanto che oggi è uno dei cinque comuni della provincia di Bolzano a maggioranza italofona (gli altri sono Laives, Salorno, Bronzolo e Vadena).
Il comune di Gries, fino al 1925 autonomo, venne inglobato a Bolzano per creare i presupposti urbanistici alla creazione della "Grande Bolzano" fascista che doveva, per espressa volontà di Mussolini arrivare in poco tempo a 100.000 abitanti. Nel 1926 venne costituita la "Provincia di Bolzano", e negli anni 1926-28 si costruì il Monumento alla Vittoria che doveva esaltare il carattere italiano della nuova provincia e umiliare l'Austria sconfitta. È da quel punto, vicino al ponte Talvera, che si diramano le nuove assi cittadine, sulla scorta del piano regolatore di espansione disegnato da Marcello Piacentini, che puntavano a dare un nuovo volto monumentale, consono ai fini propagandistici del Ventennio, a Bolzano. In questa fase la città duplica la propria grandezza con la costruzione dell'attuale zona industriale, dei rioni "Littorio" (oggi Novacella), "Dux" (oggi Don Bosco), "Venezia" (oggi San Quirino). Questi quartieri servivano ad ospitare gli impiegati statali e gli operai delle nuove industrie nell'estate del 1935 fatti migrare dal fascismo sia per ovviare alla disoccupazione diffusa in Italia (cosa che riguarda anche altre città fondate o rifondate dal regime) sia per mettere in minoranza la popolazione di lingua tedesca: a quest'ultima venne precluso l'accesso al pubblico impiego e anche i posti nelle fabbriche erano sostanzialmente riservati agli italiani provenienti dalle regioni più povere del paese.
I primi cenni della disfatta della guerra da parte italiana avvennero il 2 settembre, quando Bolzano fu bombardata per la prima volta assieme a Trento, in contemporanea con la strage della Portela. Durante la seconda guerra mondiale, successivamente all'armistizio italiano, Bolzano, insieme al resto dell'Alto Adige e delle limitrofe province di Trento e Belluno, venne inclusa nella Operationszone Alpenvorland - Zona d'Operazione delle Prealpi creata da Adolf Hitler (quindi annessa de facto al Terzo Reich seppur appartenente de jure alla Repubblica Sociale Italiana e ne divenne il capoluogo, con l'istituzione del Campo di transito di Bolzano.In questo periodo vennero ripristinati i toponimi tedeschi anche in città, mantenendo però il bilinguismo. È in questo periodo che vengono utilizzati i diversi rifugi antiaerei, di cui molti scavati nella roccia, anche per poter proteggere i prigionieri presenti a Bolzano, come quelli del campo di via Resia: Bolzano subi' il suo primo bombardamento alleato il 2 settembre 1943. Oggi, nonostante gli anni, alcuni di questi sono rimasti praticamente integri, e sempre più nascosti, come quello di via Fago (rifugio Hofer) che nel dopo guerra ospitò alcuni sfollati del Polesine; nel 1966 sono divenuti di proprietà del Demanio Solo nel 2013, uno di questi rifugi, forse il più grande in provincia con i suoi circa 4500 m² di superficie, viene riaperto alle visite pubbliche, grazie alla cooperativa Talia.Attorno alla città si sviluppa lo sbarramento Bolzano Sud facente parte del Vallo Alpino in Alto Adige, messo in atto ancora dal regime fascista.
DAL 1945 AI NOSTRI GIORNI
Dopo la seconda guerra mondiale Bolzano rimase all'Italia, tuttavia nell'accordo tra i ministri degli esteri italiano ed austriaco – De Gasperi e Gruber – era prevista una forte autonomia per il Trentino-Alto Adige con precise garanzie per la minoranza di lingua tedesca che abita in provincia di Bolzano.
Il primo statuto del Trentino-Alto Adige ripristinò l'insegnamento del tedesco e ristabilì la toponomastica bilingue, ma gli abitanti di lingua tedesca non accettarono l'arrivo di immigrati, soprattutto a Bolzano, da altre zone dell'Italia e rifiutavano categoricamente la presenza maggioritaria di italiani nelle pubbliche amministrazioni della provincia di Bolzano e il centralismo regionale trentino. Ne scaturì una lotta, culminata nel terrorismo del BAS (Comitato per la liberazione del Sudtirolo) a favore di un'autonomia provinciale, dove gli abitanti di lingua tedesca avrebbero potuto contare su una propria maggioranza a scapito della minoranza italiana.
Italia e Austria si accordarono allora su un "Pacchetto" di misure a favore della popolazione di lingua tedesca, base del secondo statuto del Trentino-Alto Adige, che creò una forte autonomia per l'Alto Adige e venne considerato completamente attuato nel 1992. Questa circostanza permise all'Italia ed all'Austria di accordarsi sul rilascio da parte di quest'ultima di una "quietanza liberatoria" che riconosceva l'adempimento da parte dello Stato italiano degli obblighi di tutela delle comunità tirolese e ladina, storiche abitatrici della provincia di Bolzano, ancor prima che questa, dal 1918, costituisse parte del territorio nazionale. In base a tale documento, sottoscritto dai ministri degli esteri Mock (per l'Austria) e De Michelis (per l'Italia), si stabiliva inoltre da parte di Vienna l'accettazione perpetua del confine fra i due paesi lungo la linea del Brennero. Ciò avrebbe dovuto chiudere definitivamente la questione sudtirolese, ma il testo della "quietanza" fu volutamente ambiguo, in modo da favorirne l'interpretazione più gradita ai rispettivi establishment politici e dell'opinione pubblica. Infatti da parte italiana si ritenne che il documento Mock-De Michelis, chiudendo definitivamente la lunga querelle diplomatica intercorsa fra i due paesi sull'Alto Adige, esprimesse anche la pietra tombale, da parte di Vienna, su qualsiasi considerazione futura circa il ruolo dell'Austria "nazione tutrice" delle comunità tirolese e ladina, ritenuto a questo punto inammissibile.
Nel 1992 la Repubblica d'Austria ambiva ad entrare nella Comunità Europea ed era consapevole che l'unico impedimento poteva provenire dall'Italia, se avesse esercitato il suo diritto di veto alla richiesta austriaca, come già accaduto nel 1967, in quel tempo proprio per il perdurare della crisi diplomatica sulla questione sud tirolese, allora al più alto grado di tensione. Quindi fu suo interesse non rimarcare la sua opinione discordante sul significato proprio della "quietanza", che molto probabilmente avrebbe rimesso in discussione il cammino di adesione alla Comunità Europea, che si era già avviato. In realtà l'Austria non ha mai rinunciato – dal suo punto di vista legittimamente – a svolgere una funzione di controllo sulle modalità con cui si esercita il "dominio" statuale della provincia di Bolzano da parte italiana. Su questo punto non esiste accordo fra Italia ed Austria neppure oggi, anzi si evidenzia nella sostanza lo stesso forte contrasto esibito negli anni cinquanta-sessanta, sebbene oggi si esprima con azioni diplomatiche molto più controllate. Tuttavia, l'intenzione di inserire, nella nuova Costituzione austriaca, un preambolo o un articolo che sottolinei proprio la "funzione tutrice" dell'Austria sulle comunità tirolese e ladina della provincia di Bolzano, inteso più grossolanamente come una tutela tout court su un territorio posto al di fuori del suo dominio statuale, sta appesantendo i cordiali rapporti fra Italia ed Austria dal 2006.
La convivenza pacifica fra i gruppi linguistici italiano e sud tirolese-ladino è stata messa a dura prova soprattutto negli anni sessanta, quando diversi attentati dinamitardi sul territorio della provincia di Bolzano, compiuti da elementi estremisti del contro-irredentismo sudtirolese, diedero vita ad un movimento terroristico, provocando danni soprattutto ai tralicci della rete elettrica nazionale e più di venti morti, appartenenti per lo più ai vari corpi dello Stato, di presidio militare o della sicurezza pubblica, alloggiati in caserme sul territorio. L'intento degli attentatori terroristi era di ottenere l'attenzione nazionale ed internazionale intorno alla questione sudtirolese, utilizzando la leva della violenza. A seguito di questi atti criminali si corse invece concretamente il rischio di provocare il totale annientamento della convivenza civile fra i gruppi linguistici, già molto fragile. Per fortuna l'intelligenza dei ministri degli esteri italiano ed austriaco dell'epoca – Aldo Moro e Kurt Waldheim – nonché l'atteggiamento generalmente responsabile del partito "di raccolta" delle comunità tirolese e ladina, la Südtiroler Volkspartei, permise di avviare, proprio nel 1969 una soluzione politica del problema sudtirolese, riuscendo a scacciare i fantasmi di un Alto Adige alla deriva, come era ormai l'Irlanda del Nord.
Fu così sconfitta la soluzione ormai antistorica auspicata dai terroristi contro-irredentisti, ma cui guardavano con inquietante interesse – all'opposto – anche certi altri gruppi sciolti di "legittimisti italiani", probabilmente simpatizzanti di nuclei di estrema destra o forse in contatto con elementi dei servizi segreti, che sostenevano l'utilità di una provincia di Bolzano in stato di polizia permanente, che avrebbe consentito di affermare in modo definitivo l'italianità del territorio e quindi, estirpando le cellule terroristiche, anche di mettere la sordina a qualsiasi disagio di identità delle comunità tirolese e ladina espresso in forme pacifiche.
Negli ultimi decenni tuttavia, grazie all'approvazione delle misure contenute nel "pacchetto", la situazione è mutata progressivamente verso il meglio, sebbene vi siano stati sporadici strascichi di violenza anche negli anni settanta e ottanta, anche perché dal governo centrale italiano arrivò un fiume sempre più copioso di denaro a sostegno delle nuove prerogative dell'autonomia, sino a quando a partire dal 2010 a Roma si cominciò a ritenere troppo oneroso questo eccezionale sostegno economico, sotto la spinta della crisi economica e della propaganda in Veneto del partito della Lega Nord, che evidenziava le molto minori risorse assegnate al Veneto da essa amministrato. Alcuni comuni veneti hanno chiesto così provocatoriamente l'annessione alla provincia di Bolzano, staccandosi dal Veneto, per poter usufruire delle molto maggiori risorse che la provincia di Bolzano riceve.
MONUMENTI D’INTERESSE DELLA CITTA’:
CASTELLI E RESIDENZE NOBILIARI
Numerosi sono i castelli e le residenze storiche sul territorio comunale o nelle immediate vicinanze: per questo motivo la conca di Bolzano è stata dichiarata la zona con la più alta densità di castelli in Europa
·                    Castel Firmiano (Schloss Sigmundskron): domina dall'alto il corso del fiume Adige. È stato ristrutturato ed ora è la sede principale del Museo della Montagna ideato dal famoso alpinista Reinhold Messner.
·                    Castel Flavon (Haselburg): castello medievale dei signori von Haselberg, domina il rione di Aslago (Oberau-Haslach)-
·                    Palazzo Gerstburg (Ansitz Gerstburg): dimora seicentesca dei Gerstl von Gerstburg, poi dei Giovanelli, con dipinti settecenteschi di Martin Knoller, oggi sede del Tribunale amministrativo regionale.
·                    Castel Hörtenberg (Schloss Hörtenberg): situato nel quartiere di S. Osvaldo (St. Oswald), eretto nel XVI secolo dalla famiglia Hörtmair, poi dei signori Fuchs von Fuchsberg e dei Giovanelli.
·                    Castel Mareccio (Schloss Maretsch): situato in pieno centro storico, lungo il corso del Talvera, circondato da vigneti. Affreschi del XVI secolo; alcune sale vengono adibite a numerose e prestigiose mostre temporanee
·                    Palazzo Menz (Ansitz Menz): residenza della famiglia patrizia dei Menz, banchieri settecenteschi, in via della Mostra, adornato all'interno di pregevoli affreschi di Karl Henrici.
·                    Castel Novale (Schloss Ried): situato all'imbocco della Val Sarentina (Sarntal)
·                    Palazzo Pock (Palais Pock): già dei signori von Liechtenstein, storica sede del primo Teatro a Bolzano e dell'albergo Kaiserkrone, in piazza della Mostra.
·                    Castel Rafenstein (Burg Rafenstein): rovine dal Due al Cinquecento, risanate dal 2010
·                    Castel Rendelstein (Burg Rendelstein): castelletto del 1200, lungo il corso del Talvera
·                    Castel Roncolo (Schloss Runkelstein): situato all'imbocco della Val Sarentina. È detto "il maniero illustrato" (Bilderburg) per gli affreschi tre e quattrocenteschi.Ampio spazio dedicato a mostre permanenti e temporanee
·                    Residenza Rottenbuch (Ansitz Rottenbuch): dimora nobiliare del XVII secolo, eretta da David Wagner, originario di Augusta, capostipite dei conti von Sarnthein, oggi sede della Soprintendenza ai beni culturali (Landesdenkmalamt)
·                    Castel Sant'Antonio (Schloss Klebenstein): dimora nobiliare del XIII secolo
·                    Palazzo Stillendorf (Ansitz Stillendorf): dimora dei nobili von Zallinger, presso la Chiesa al Sacro Cuore
·                    Palazzo Toggenburg (Ansitz Toggenburg): già sede dell'antico giudizio dei signori di Wanga, poi dei conti Sarnthein, dal XIX secolo proprietà dei conti Toggenburg
·                    Palazzo Trapp (Ansitz Trapp): residenza dei conti von Trapp, in via della Mostra
·                    Castel Treuenstein (Burg Treuenstein): torre merlata del XIII secolo, nota anche come Gescheibter Turm
·                    Castel Weinegg (Burg Weineck): ne è rimasto solo la cappella di San Vigilio alle pendici del Virgolo (Virgl)
CHIESE
Numerose sono le chiese di religione Cattolica:
·                    Duomo di Bolzano, concattedrale della Diocesi di Bolzano-Bressanone in stile gotico e romanico dedicata a Santa Maria Assunta
·                    Chiesa dei Domenicani, con chiostro in stile gotico
·                    Chiesa dei Cappuccini, risalente al XVII secolo con sotterraneo contenente reperti archeologici di epoca romana e medievale
·                    Chiesa dei Francescani, con chiostro in stile gotico
·                    Chiesa dei Carmelitani, in stile moderno del 1948
·                    Abbazia di Muri-Gries, antico castello principesco medievale, dai primi del Quattrocento monastero prima agostiniano, poi benedettino
·                    Chiesa di Sant'Agostino in stile barocco contigua all'abbazia di Muri-Gries
·                    Chiesa di San Giovanni in Villa, piccola chiesa del XII secolo nell'omonimo quartiere a ridosso del centro
·                    Chiesa dell'Ordine Teutonico, complesso del XIV secolo
·                    Vecchia Parrocchiale di Gries, contiene un crocifisso romanico del 1200 e il prezioso altare a scrigno di legno dello scultore Michael Pacher
·                    Chiesa di Santa Maddalena, chiesa del XII secolo nell'omonimo quartiere vinicolo
·                    Chiesa del Calvario al Virgolo, chiesa barocca del Settecento su una rupe dominante la città
·                    Chiesa di San Vigilio al Virgolo, chiesa romanica del XIII secolo
·                    Chiesa di San Martino a Campiglio, chiesa situata nella zona di Campiglio oggi a fianco all'autostrada
·                    Chiesa di Cristo Re (Bolzano) in stile moderno
·                    Chiesa del Sacro Cuore, del XIX secolo

ARCHITETTURE CIVILI E MONUMENTI:
In questo caso mi limito ad una descrizione solo a quelle che ho visitato.
·                    Municipio di Carl Hocheder 
·                    Palazzo delle Poste, progetto di Albert Canal
·                    Monumento a Walther von der Vogelweide, nell'omonima piazza, opera dello scultore Heinrich Natter
·                    Monumento alla Vittoria, nell'omonima piazza, opera dell'architetto Marcello Piacentini
MUSEI E GALLERIE D’ARTE
Questo trafiletto sarà molto veloce perché ne vorrei riparlare nella seconda parte di questo articolo in particolare mi riferisco al Museo Archeologico Provinciale dove è conservato il corpo di Otzi,il famoso uomo dei ghiacci o del Similaun (museo più importante di rilevanza mondiale con una media al giono di 800 visitatori).
I musei della città sono:
·                    Museo archeologico provinciale di Bolzano
·                    Museo civico – Attualmente  è chiuso per un lungo restauro e non è chiaro quando dovrebbe riaprire i battenti: il comune ha infatti problemi a sostenere l'intera somma necessaria e chiede un grosso contributo alla provincia. Nel progetto attuale, la ristrutturazione comprende una nuova ala, costituita da un cubo di cinque piani (progetto Hitthaler-Schwienbacher. È previsto un collegamento sotterraneo con il museo archeologico.
·                    Museion – Il museo di arte moderna e contemporanea della città. Nato nel 1985, fino al maggio 2008 è stato ospitato nell'edificio dove ha sede anche la Libera Università di Bolzano. Successivamente si è spostato nella nuova sede, in via Dante: un avveniristico cubo in vetro e acciaio.
·                    Museo di scienze naturali – Disposto su tre piani: il piano terra dedicato alle mostre temporanee, gli altri due alle mostre permanenti ("Geologia dell'Alto Adige" e "Ambienti naturali dell'Alto Adige") - considerato particolarmente interessante ed educativo per i bambini
·                    Museo della Scuola – Primo Schulmuseum in Italia. Ospitato all'interno delle elementari Dante Alighieri, raccoglie materiale documentario storico e didattico. Importante la raccolta di cartelloni e l'archivio fotografico
·                    Museo Mercantile – All'interno del Palazzo Mercantile, ospita una collezione di ritratti della Casa d'Austria ed una sezione dedicata alla storia del magistrato mercantile e di Bolzano come capitale del commercio
·                    Museo dei Presepi – All'interno dell'abbazia benedettina di Muri nel quartiere storico di Gries
·                    Museo del duomo/Dommuseum – Allestito nel 2007 nella prepositura del duomo di Bolzano, mostra i tesori della chiesa collegiale di Bolzano
·                    MMM Firmian - Messner Mountain Museum – Ospitato all'interno di Castel Firmiano è il nuovo museo dedicato alla «montagne e le sue genti» e realizzato per volontà di Reinhold Messner.
Lo spazio polifunzionale del Centro Trevi ospita frequenti mostre d'arte, ma anche convegni.
La città è ricca di belle e importanti gallerie d'arte:
·                    Galleria Civica/Stadtgalerie
·                    ar/ge kunst Galleria Museo
·                    Galleria Prisma
·                    Galleria foto-forum
·                    Galleria Goethe
·                    Galleria Goethe2
·                    Galleria Antonella Cattani
·                    Lungomare
·                    Kleine Galerie/Piccola Galleria
ECONOMIA
Bolzano, città di origini mercantili, era stata trasformata dalla politica italiana in città industriale, ma nell'ultimo trentennio si è trasformata da città industriale a centro terziario con una buona attività industriale e nelle campagne della periferia è presente un'attività agricola (mele, uva) di qualità, molto importante è anche il turismo (culturale, business e escursionistico). A Bolzano esistono una vasta e attiva zona produttiva, già industriale (ricerca scientifica, autoveicoli pesanti, acciaio ecc.) in cui sorge il centro d'innovazione Techno Innovation Park South Tyrol (TIS, nato dal BIC-Businness Innovation Center) e anche alcune aree artigianali dedite alle produzioni e alle attività più varie. Il settore tradizionalmente più ricco e redditizio è in ogni caso il commercio (si nota nella zona centrale, la più antica, con i caratteristici Portici o il quartiere fieristico.
La maggiore dimensione internazionale e l'incremento della ricerca scientifica delle principali aziende richiede anche un maggiore spazio edificabile. Una nuova area a Bolzano Sud, lungo via Einstein, è stata strappata alla campagna per poter ospitare nuovi insediamenti commerciali. In seguito alla sempre minore disponibilità di terreni edificabile (Bolzano è un comune con un territorio molto ridotto rispetto alla popolazione residente ed alle attività operanti), sono stati comunicati nel corso dei primi mesi i progetti per la costruzione di tre nuovi grattacieli: due torri gemelle ai Piani di rispettivamente 39 e 40 metri e una torre di 50 metri nell'area della nuova sede della Salewa, progettata dagli architetti Cino Zucchi e Park Associati, che ospita una palestra per l'arrampicata, un hotel, una caffetteria e un asilo, oltre al centro ricerca e sviluppo, uffici e sale conferenze. La nuova torre sarà il grattacielo più alto della regione, superando di mezzo metro le due torri residenziali nel quartiere Europa a Don Bosco, attualmente le più alte. In zona Piani è sorta la City Tower di 45 metri. Il primato della torre Salewa è stata però superato nel 2011 da una nuova torre in zona ex Magnesio di 57,50 metri, la torre Hafner.
Con il cambiamento di legislatura nel 2006 sono entrati in vigore le nuove leggi provinciali sul commercio al dettaglio nella zone produttive; infatti molte erano e sono tuttora le richieste di aprire spazi commerciali nella zona produttiva di Bolzano Sud e in quella di Bolzano Est. A seguito di ciò sono sorti nella zona di Bolzano Sud un ipermercato Interspar di 3.500 m² e un centro commerciale (Centrum) di circa 15.000 m² con un ipermercato Poli di 2.500 m², un negozio di elettronica Euronics, una palestra, un negozio di calzature Pittarello, uno di prodotti ittici surgelati e diversi altri esercizi commerciali minori. Da molto tempo si parla della realizzazione di un piccolo centro commerciale nel centro storico in un edificio ancora in fase di pianificazione e di un più grande centro commerciale nella zona dei Piani di Bolzano o nel futuro areale ferroviario.
Aspetti negativi della vita a Bolzano sono la non ancora completa comprensione reciproca fra abitanti di lingua italiana e tedesca, il relativo inquinamento (traffico veicolare, riscaldamento prolungato, industria) aggravato dalla mancanza di una vera e propria circonvallazione, i costi elevati delle merci di prima necessità e soprattutto degli alloggi. Quest'ultimo punto è aggravato dalla scarsa disponibilità di immobili privati destinati all'affitto, anche se è molto forte la presenza dell'edilizia pubblica (tramite l'IPES, l'Istituto provinciale per l'edilizia sociale).
Secondo dati Eurostat Bolzano con la sua provincia è l'area più ricca d'Italia e all'ottavo posto nell'Unione Europea. Nel 2010 la città giunge prima nella classifica del giornale Il Sole 24 ore, precedendo Trento al secondo posto.
Bolzano è sede di aziende piccole, medie e grandi, con un numero maggiore di quelle medio-piccole. Molte operano anche su un mercato internazionale, mentre altre svolgono un ruolo di primaria importanza solo in Alto Adige. Bolzano è il maggior polo produttivo della provincia ed annovera le aziende tra le più grandi dell'Alto Adige.
I media, nel novembre 2006 avevano riferito che la Fercam sarebbe dovuta essere la prima azienda altoatesina ad entrare alla borsa di Milano nel corso del 2007. Nell'estate successiva l'azienda ha comunicato un rinvio a data da destinarsi. Quasi contemporaneamente, il 18 luglio 2007, era la Fri-El Green Power a comunicare l'intenzione di approdare a Piazza Affari. L'autorizzazione alla quotazione è arrivata il 29 ottobre: il collocamento aveva avuto inizio il 12 novembre,ma proprio al termine del periodo di offerta, il 20 novembre lo sbarco a Piazza Affari saltava.
Vi ricordo alcune delle ditte più famose:
-         ASPIAG (Despar)
-         Lanzardo
-         Fercam
-         Fiera Bolzano
-         Iveco
-         Bignami
-         Mila
-         Acciaierie Valbruna
-         Salewa
-         Thun
Vi aspetto nella seconda parte dell’articolo,intanto vi lascio ammirare le foto realizzata in una calda giornata estiva di agosto (40°C gradi con umidità al 80°C,insomma una stangata).
Piazza e dintorni Walther von der Vogelweide

Vie del centro affrescate

Facciata duomo

Fontana del tritone nella piazza del Mercato Antico

Interno duomo

Funivie

Piazza Walther von der Vogelweide con monumento
Vi aspetto numerosi al prossimo articolo.
A presto!